Se a Cava de' Tirreni non è più una notizia il continuo divieto di trasferte per i tifosi biancoblù, a Torre Annunziata fa scalpore la decisione di vietare ai tifosi del Savoia di essere presenti al "Lamberti" sabato sera per il match di campionato. La decisione del CASMS ha lasciato interdetto il club oplontini che, attraverso un comunicato, non ha mancato di esprimere il proprio rammarico in seguito allo stop imposto. 

«Il divieto disposto in occasione della partita di sabato sera contro la Cavese rappresenta per noi un fulmine a ciel sereno - si legge nella nota - Dall’inizio della stagione, i tifosi e i gruppi organizzati del Savoia hanno dimostrato, in casa e in trasferta, un comportamento esemplare, fatto di responsabilità, maturità e rispetto delle regole. Non sono parole. Sono fatti. Abbiamo affrontato partite e trasferte particolarmente delicate, superando situazioni che in altri tempi sarebbero sembrate difficili persino da immaginare. In meno di quindici giorni abbiamo vissuto due appuntamenti considerati ad alto rischio. Caserta ne rappresenta l’esempio più evidente.»

Poi prosegue: «Una partita da “bollino rosso” nella quale le rispettive tifoserie hanno dato una grande prova di responsabilità. Ma Caserta non è un episodio isolato, è la conferma di quanto i nostri tifosi stanno dimostrando dall’inizio della stagione, partita dopo partita. Anche noi abbiamo fatto la nostra parte. Abbiamo lavorato sulla prevenzione, a partire dalla tessera del tifoso, promosso incontri e dialogo, stabilito regole chiare e chiesto responsabilità. E la responsabilità è stata dimostrata con i fatti. Per questo il provvedimento ci sorprende e ci amareggia. Rispettiamo le decisioni delle autorità, le regole e le leggi, e continueremo a farlo con il senso di responsabilità che ci ha sempre contraddistinto. Ma rispettare una decisione non significa rinunciare a esprimere, con altrettanto rispetto, il nostro pensiero. Non chiediamo di dimenticare il passato. Chiediamo che venga riconosciuto il presente.»

«Se, nonostante un’intera stagione di comportamenti corretti, si continua a giudicare l’oggi esclusivamente sulla base di un passato remoto, rischia di venire meno il principio stesso del cambiamento. Perché se chiediamo alle persone di cambiare, dobbiamo anche essere capaci di riconoscere quel cambiamento quando viene dimostrato. Diversamente, il passato rischia di trasformarsi in una condanna permanente, in una sorta di “fine pena mai”. E questo non lo riteniamo giusto. Continueremo sulla strada del dialogo, della prevenzione e del rispetto delle istituzioni. Ma continueremo con la stessa fermezza a sostenere un principio semplice, il passato deve insegnare, non condannare per sempre. Il cambiamento si dimostra con i fatti. E i fatti devono contare.», si chiude così la nota firmata da Emanuele Filiberto di Savoia, Nazario Matachione e Arcangelo Sessa.

Sezione: News / Data: Mar 22 settembre 2026 alle 14:00
Autore: Nando Armenante / Twitter: @NandoArm8
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