«Mi dispiace per quello che è successo alla fine, forse pensavano che gli regalassimo la partita ma il comportamento del loro allenatore non mi è piaciuto. Certe frasi non si dicono, non pensavo fosse una persona del genere. Rimane il bello della serata, la nostra festa, qualcosa di straordinario che rimane indelebile. È stata un’annata asfissiante, non c’è stato un momento per godersi questo percorso, siamo sempre rimasti concentrati sul lavoro e ora vedere tutta la gente gioire mi resterà dentro per sempre».

«Il Presidente è un visionario e un folle, perché mettere un allenatore della mia età alla guida di questa squadra, mandando via un tecnico come Auteri che per questa città significa tanto, non è una scelta comune. Poterlo sostituire è stato un grande onore, perché mi ha lasciato qualcosa di pronto e per fortuna è andata bene. Ringrazio soprattutto il presidente per la fiducia che mi ha dato, si è preso qualche responsabilità oltre che qualche insulto. Certe frasi hanno innescato in me una responsabilità ulteriore, perché non si gioca né con i sentimenti delle persone né con gli investimenti delle società. Quando mi ha chiamato, avevo tanta paura, come ce l’ho adesso per l’anno prossimo. Vivo per questo, mi nutro di questo sport, sogno, sono ancora innamorato. Per me non esiste solo il lato economico, la stima e l’affetto del presidente va oltre ogni cosa. La mia cultura è provare a vincerle tutte, come sarà pure a Giugliano. Metterò in campo ragazzi che andranno valutati, ma state tranquilli che daremo il massimo. La Cavese è stata brava a vincerla, ma non ha rispettato il nostro atteggiamento, il nostro lavoro, il nostro presidente. A me nessuno ha mai regalato nulla e il mio modo di vivere il calcio è questo».

«Non ho mai pensato che non ci fossero ostacoli. La paura derivava dal fatto che allenare giocatori professionisti non è come farlo con i ragazzini, devi pesare tante cose. Avevo però tanta voglia e tanta fame perché era una grande occasione per la mia vita. Per fortuna sono salito sul treno e oggi parliamo di un percorso straordinario. Mi sono dato un lasso di tempo per capire se fossi capace o meno, mi è andata bene perché al sesto anno che alleno sono riuscito ad arrivare a un obiettivo. So però che devo lavorare sempre tanto, questo è uno sport che non concede pause. Io sono ambizioso, studierò tanto. Ho chiesto alla squadra di essere diversi dagli altri e ci sono riusciti perché hanno vinto. Siamo partiti e vedevo nei loro occhi la voglia di fare qualcosa di diverso, piano piano ho aggiunto qualcosa di mio e ho avuto riscontri importanti. Quando abbiamo vinto a Bergamo, ho capito che qualcosa di straordinario sarebbe potuto accadere. Quella partita ci ha dato la spinta decisiva, ci ha permesso di fare il salto di qualità».

Sezione: News / Data: Mar 14 aprile 2026 alle 01:13 / Fonte: CalcioBenevento.it
Autore: Ugo D'Amico / Twitter: @DAM_Ugo1996
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