«Questa è la conferenza più bella che potessimo fare, perché viene alla fine di un percorso difficile, tosto ma bello. Ci tengo a sottolineare una cosa però prima di iniziare: la Cavese si sarebbe salvata anche senza i punti di penalizzazione di Siracusa e Trapani, questo per correggere alcune persone. Non è concepibile sentire: "La Cavese si salva per i punti tolti agli altri". La Cavese si salva con merito e con distacco, le emozioni le ho sempre tenuto dentro anche dopo Benevento dove però abbiamo messo un punto quasi definitivo, però fin quando non avevamo la certezza mi sono tenuto dentro tutto e mi tengo una stagione che con la salvezza che considero da 9 come il direttore Filippi ha dichiarato qualche giorno fa e poteva diventare da 10 se avessimo mantenuto il vantaggio a Siracusa e domani avremmo provato qualcosa di impensabile. È un finale di stagione che chiude un cerchio, questa squadra si è salvata con una giornata d'anticipo, per meriti propri, con il secondo, terzo minutaggio del campionato, con un girone di ritorno nettamente migliore di quello dell'andata, con delle plusvalenze importanti che ha fatto e potrà fare sicuramente in futuro. E poi abbiamo vissuto grandi giornate alla nostra tifoseria: Abbiamo vinto a Benevento dopo 29 anni, abbiamo vinto con il Crotone, abbiamo fatto due grandi derby. Mi dicevano che erano sentiti, ma non immaginavo così, due derby dove abbiamo dato dimostrazione che questa piccola città è presente in questo campionato, perché vai a Salerno e fai quella partita del genere e poi in casa fai una partita nettamente migliore di quella giocata all'Arechi e ottieni un punto in un contesto così bello, è una giornata che mi sono goduto appieno sia io che il mio staff».

«Ho dovuto per forza di cose modificare qualcosa perché mi ero reso conto che giocavamo bene, eravamo belli ma facevamo pochi punti. Siccome non devo far vedere che Prosperi è bravo, io dovevo salvare la Cavese: il resto non conta nulla. Prima prendevamo troppi gol e ora siamo la settima difesa meno battuta e per una squadra che si deve salvare è un dato enorme. Abbiamo fatto delle buonissime partite anche a livello qualitativo. Abbiamo tenuto testa a tutti tranne in alcune situazioni. A Trapani siamo stati leggeri, abbiamo preso però comunque il 2-0 al 93', dovevo trovare modo e maniera di dare una quadratura migliore a questa squadra qua ed era giusto fare qualche modifica. Ho tenuto Orlando mezz'ala, ho cercato di aggredire l'avversario, delle volte abbiamo atteso, dobbiamo rispettare anche le caratteristiche degli avversari ovviamente. Ero troppo determinato a salvare questa squadra perché mi hanno accolto troppo bene, la Curva in quest'anno mi ha trattato troppo bene e non ha mai detto una parola fuori luogo e quindi mi sono  sentito in debito. Fin quando non ero salvo, ero in debito. Sono contento di aver fatto felice una città che è troppo attaccata alla Cavese».

 «L'aspetto di questa maglia, di questo simbolo che ha la Cavese è proprio l'attaccamento quasi folle che hanno tutti: parlo di voi giornalisti, dai magazzinieri, massaggiatori, custodi a tutti. C'è stata una compattezza dall'inizio alla fine non dando ascolto a niente e a nessuno. Devo ringraziare tutti. Ringrazio tanto il Presidente perché ha creduto in me quando forse sarebbe stato più facile scaricarmi, credo che anche lui abbia notato di alcune difficoltà oggettive ma mi ha dato fiducia, il Direttore De Liguori è il motivo per cui sono qui e poi ho avuto l'appoggio di tutti incondizionatamente. A me interessa che abbiamo raggiunto l'obiettivo. Stiamo preparando la partita e la stiamo preparando nella maniera più seria possibile, io devo preparare la partita come le altre 37. Domani farò la formazione, devo capire alcuni recuperi. Voglio essere chiaro e trasparente su questo aspetto perché non ho nulla da nascondere. Io ho chiesto un attimo di tempo alla società perché sono veramente ‘full’ dopo questa stagione e questa salvezza raggiunta, personalmente ho già parlato con il presidente che, ad onor del vero, mi ha offerto anche qualcosa in più rispetto al mio contratto (scadenza a giugno 2027). Ho chiesto di attendere, far finire definitivamente questa stagione con la partita di domani con il Cosenza e poi si vedrà perché io devo dare tutto per questa squadra e questa città, mettendomi sott'acqua e risalendo fino a quando non ho raggiunto un nuovo obiettivo. Io a Cava de' Tirreni sto benissimo perché ho trovato un ambiente, soprattutto la Curva, che mi ha sempre sostenuto, anche quando le cose non andavano bene, anzi ancor di più in quei momenti lì. Naturalmente non nascondo che, se dovesse presentarsi un’occasione importante per la carriera del sottoscritto, è chiaro che poi dovrò parlare con la società e trovare un punto di incontro giusto per entrambe le parti». 

«Il mio percorso di allenatore l'ho iniziato a Taranto, ma non avevo il patentino e probabilmente la Cavese è la piazza più importante dove abbia allenato perché ha un blasone, è una piazza bella, si respira calcio. Questa squadra nel tempo è cresciuta tanto. È migliorata in tanti aspetti, è ovvio che andrebbe puntellata ma ha sicuramente una buonissima base che può ripetere il campionato fatto quest'anno. Bisogna essere realisti: il percorso della Cavese deve essere questo. Dobbiamo cercare di fare la miglior partita possibile per migliorare quanto fatto di buono anche nel girone d'andata. Fino all'ultimo giorno dobbiamo cercare di fare il massimo possibile. Un piccolo rammarico che ho è che: per vicende di mercato  una buona parte del lavoro fatto in ritiro non è che è andato buttato ma semplicemente le persone che sono arrivate mi hanno aiutato a far entrare gli altri nei meccanismi».

 

Sezione: News / Data: Sab 25 aprile 2026 alle 22:40
Autore: Ugo D'Amico / Twitter: @DAM_Ugo1996
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