È finito un altro campionato: non so se essere felice oppure no. Sicuramente è finito troppo presto però dal 16 Agosto al 26 Aprile sono stati 253 giorni di pura passione tra gioie, sofferenze e tensione, soprattutto se ripenso all'attesa del FVS sul gol di Minaj al 91' contro la Salernitana o i minuti di recupero a Benevento che non sembravano mai passare ma che di fatto sono i due momenti più alti della stagione dal punto di vista delle emozioni. 

Da Potenza al Cosenza in casa per chiudere la stagione 2025/26: questo campionato ha detto che la Cavese chiude a 42 punti con 9 vittorie, 15 pareggi e 14 sconfitte, salva direttamente senza playout (e sì, lo sarebbe stata anche senza le penalizzazioni altrui) con un gruppo che, nonostante tante variazioni anche a stagione in corso, ha remato nella stessa direzione sempre e diventato un tutt'uno con l'allenatore, dimostrando resilienza e grande attaccamento nella voglia di raggiungere questo traguardo a tutti i costi.

Sono tante le istantanee da conservare nel cassetto di questa stagione, nel bene e nel male: la prima vittoria a Monopoli con gli applausi del pubblico di casa, la carica del pre-derby dell'Arechi, la svolta di Cerignola, il pari nel derby di ritorno, l'urlo strozzato in gola per il gol annullato in casa contro il Foggia, la gioia di Benevento e la festa salvezza prima a Siracusa e con il nostro pubblico ieri contro il Cosenza, nel ricordo di Catello Mari a 20 anni dalla sua scomparsa.

Mi piace riprendere le parole del Presidente Lamberti: "È stato un Anno Zero". Non c'era bisogno di saperlo ieri che questo sarebbe stato così perché il tema su cui si è battuto era quello di provare a far capire che la Cavese non aveva 'ridimensionato' la squadra della gestione Logiudice-Di Napoli-Maiuri perché presa da un attacco di follia ma perché c'è tutta l'intenzione di far tornare Cava de' Tirreni ad essere una habitué dei campionati Professionistici ed essersi salvati con questa rosa (largamente fatta di calciatori di proprietà) allestita da De Liguori e allenata da Prosperi è il primo segnale che si sta andando nella direzione giusta. Il patron, nella conferenza stampa di fine stagione, ha giustamente sottolineato come questo campionato sarà ancora più equilibrato anche con il discorso della Salary Cup (che magari a tempo debito approfondiremo meglio), un elemento da non sottovalutare per un piccolo (economicamente parlando) club come la Cavese, ma come anche altri, in questo calcio che sta vedendo sempre più squadre sul lastrico e non sane come quella biancoblù.

Adesso si chiude definitivamente il libro sulla stagione 2025/26 della Cavese: come serve a Prosperi, anche io e tutti noi ci prendiamo una meritata pausa, non distraendoci comunque da quelle che sono le vicende del campionato tra playoff e i ricorsi del Trapani di Antonini, il quale ha chiesto la sospensiva degli spareggi per via dei suoi ricorsi in atto (alla Cavese interessa meno di zero perché salva è e salva resterà). Da maggio in poi, la società con il ds De Liguori e il mister Prosperi (al quale auspico di portare avanti il progetto tecnico a Cava de' Tirreni, senza ulteriori riflessioni) avrà modo di poter programmare la stagione 2026/27 con una buona base di (ri)partenza e sperando di poter solo puntellare questo gruppo, inserendo altri uomini veri come lo stati quelli che hanno composto la rosa di quest'anno. 

E speriamo che nella prossima stagione si possa mettere fine ai due scempi per eccellenza: buttare giù definitivamente le reti dalla Curva Sud "Catello Mari" e consentire ai nostri tifosi di viaggiare liberamente in trasferta senza restrizioni e repressioni. Sempre e comunque, Alé Cavese Alé.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 27 aprile 2026 alle 08:00
Autore: Nando Armenante / Twitter: @NandoArm8
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