Oggi scrivo un po' più a cuor leggero. Sabato scorso a Trapani ero rimasto molto deluso e quasi svuotato, dovuta all'idea e la convinzione che si era persa un'opportunità importante. Neanche se fossi sceso in campo io, eppure però la sensazione era quella che fosse mancata la rabbia e la cattiveria giusta per affrontare quell'avversario, perdendo in malo modo, non nel risultato ma nell'atteggiamento (da parte di tutti). Al triplice fischio di Gianquinto che ha sancito il 2-0 con il Cerignola, questa percezione è rimasta perché la Cavese ha dimostrato che se è in giornata "in", può fare la sua strada per arrivare al traguardo salvezza, senza passare da psicodrammatici spareggi.
Nel mezzo tra la trasferta siciliana e la sfida con l'ex Maiuri, c'è stata una settimana molto pesante, vissuta in un clima di incertezza e, soprattutto, del solito disfattismo cronico che attanaglia il tifoso (soprattutto quello da tastiera), appena si sente con l'acqua alla gola. Per carità, tutto lecito ma c'è bisogno di maggiore equilibrio e lucidità, altrimenti si perde il senno della ragione e mandiamo tutto all'aria con un soffio di vento, soprattutto ora che siamo arrivati ad archiviare la giornata 29 e con 9 battaglie ancora da disputare.
Credo che sia tempo di iniziare accantonare l'idea di pensare legata al gioco, al mercato non soddisfacente, al pensare di suddividere le colpe tra Lamberti, De Liguori, Prosperi, alla squadra o qualche altro pinco pallino se le cose non vanno per il verso giusto. Ora è il momento di dover pensare a "fare i fatti": chi paga il biglietto (i soliti 1500, derby escluso) deve sostenere incondizionatamente per 90-100 minuti, 'aiutare' la squadra a raggiungere i 3 punti, non pensare di aver il diritto di sbraitare o fischiare al 45' perché lo spettacolo fino a quel momento non gli è gradito. Non è questo il modo per arrivare alla salvezza: serve unione di intenti, nervi saldi e remare verso la stessa direzione. I conti poi li faremo alla fine, quando finirà il campionato e vedremo quale sarà la posizione finale della squadra.
A proposito di gente allo stadio, i restanti 2000 che erano presenti con la Salernitana hanno già chiuso il loro campionato? Era quella la loro partita dell'anno? Per quel che mi riguarda, ieri c'è stata la conferma che questa Cavese è davvero per pochi, purtroppo.
Sfoghi a parte, la sfida con il Cerignola ha ribadito che questa squadra al completo se la gioca con chiunque senza problemi, specie se c'è con la testa prima che con le gambe. L'ex Maiuri (a cui vanno i miei sinceri e personali complimenti per il grande percorso fatto con i gialloblù e giustamente riconosciuto dal pubblico per quanto fatto a Cava) è arrivato qui un po' più "leggero", vista la posizione di classifica, ma queste partite si vincono soprattutto se dimostra di avere più voglia e fame dell'avversario, non perché l'avversario ti fa la grazia divina. La Cavese vista nel secondo tempo ha avuto voglia di vincere e la rete di forza siglata da Davide Munari (fino a quel momento, il peggiore in campo) ne è stata la dimostrazione. Successivamente, il rientro di Awua e la verve di un Visconti sempre più irrinunciabile hanno permesso di creare i presupposti per il raddoppio di Macchi che ha chiuso un match, scivolato via quasi troppo agevolmente dove Boffelli ha rischiato di essere spettatore non pagante.
Ah c'è una novità, oltre la vittoria: i risultati dagli altri campi. In attesa dell'esito di Giugliano-Latina, i tre punti conquistati contro gli ofantini, le sconfitte di Trapani e Foggia ed il pari del Picerno, permettono ai "Prosperi-boys" di staccarsi dal quintultimo posto (quindi ogni tanto anche a noi può dirci bene?) e di guardare alla trasferta di Crotone con un po' più di "leggerezza". C'è da restare comunque sul pezzo perché la sfida con l'ex Emilio Longo toglierà tante energie e per recuperarne in vista della delicatissima partita con i lucani di Bertotto ce ne saranno veramente poche, quasi zero.
La Cavese ha 31 punti in 29 giornate di campionato, attualmente salva se finisse oggi il campionato e senza considerare le penalità per Trapani e Siracusa: il campionato però non è ancora finito, l'obiettivo deve essere ancora raggiunto e la classifica dovrà subire ancora degli stravolgimenti. Guai a fermarsi adesso, vale per tutti.
Autore: Nando Armenante / Twitter: @NandoArm8
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