Un primo tempo di buon livello, da squadra cinica in avanti e compatta difensivamente, una ripresa prettamente di sofferenza e di resistenza per completare l'opera (anche grazie alle parate di San Boffelli) e portare a casa un successo che mancava da 29 anni. L'ultima volta fu Limetti l'eroe in terra sannita, ora Francesco Orlando ha riscritto la storia biancoblù e regalato alla Cavese quella che probabilmente sarà la vittoria decisiva per raggiungere la salvezza diretta ed evitare il dramma dei playout. 

La matematica ancora non c'è (invito caldamente a leggere QUI tutte le combinazioni affinché ciò si verifichi tra Siracusa e Cosenza) ma - a meno di cataclismi - il club del presidente Alessandro Lamberti conquisterà la permanenza in categoria e sarà dunque ai nastri di partenza del prossimo campionato di Serie C nella stagione 2026/27. Un successo inatteso quello contro la capolista che, al netto di tante dicerie, aveva come obiettivo quello di non fare sconti a nessuno (per dichiarazione dello stesso Floro Flores in conferenza stampa alla vigilia del match) e mantenere l'imbattibilità casalinga, visto che era l'unica rimasta tra le 20 squadre del campionato. Quest'ultima però è venuta meno grazie all'impresa della Cavese che ha vinto per aver messo in campo maggiori motivazioni, certamente, ma anche ha lasciato veramente pochi - se non pochissimi - margini agli avanti del Benevento, almeno per 60/70 minuti buoni.

È stata la vittoria del gruppo, quello che dal 'giorno zero' - nonostante una serie di ricambi e difficoltà di amalgama immediata (per ovvi motivi) - ha remato sempre nella stessa direzione, sia con 2 punti dopo 6 giornate che quando ci sono stati i 6 risultati utili consecutivi che hanno permesso la risalita nel girone d'andata e anche in quello di ritorno, quando le vittorie non sembravano arrivare per grazia ricevuta. E non è un caso che Orlando, al termine del match, abbia voluto dedicare il successo a chi ha guidato questo gruppo al trionfo (il primo in esterna del 2026) ovvero mister Prosperi, anche probabilmente perché giovedì prossimo spegnerà 48 candeline (per uno scherzo del destino, nel giorno del 20° anniversario dalla scomparsa di Catello). E sicuramente sono tornati a casa felici i due tifosi, verosimilmente padre e figlio, presenti nel settore ospiti che hanno potuto regalarsi una notte indimenticabile: onore a loro.

MASCHERE CHE CADONO - Potremmo parlare per ore e discutere se eventualmente mister Prosperi abbia sbagliato o meno nell'occasione della sua espulsione. Sicuramente non si può "disprezzare" il fatto che il tecnico abbia mostrato un lato che non eravamo abituati a vedere con una reazione di orgoglio e di istinto, volta a difendere soprattutto la propria squadra e la propria bandiera di appartenenza, forse anche dovuta all'adrenalina e lo "svuotarsi" emotivamente per aver ottenuto un successo quasi decisivo per il proprio obiettivo. E anche le parole al miele verso l'ambiente e i tifosi nel post gara ("Dal giorno in cui ho firmato, ho il pallino di salvare questa squadra ma ancora non è ancora arrivata questa salvezza. La Curva ci ha sempre sostenuto, spero di regalargli questa gioia") è stato un qualcosa che resterà comunque scolpito nella mente. 

La maschera che sicuramente è venuta giù è quella dei "finti preti", ovvero coloro che attraverso i social, vedendo le sole immagini passate per qualche attimo su Sky (e che non ricostruiscono tutto l'accaduto), hanno condannato con veemenza lo stesso Prosperi, addirittura invitando la Cavese stessa ad effettuare un comunicato di sdegno per 'dissociarsi' dal proprio tesserato. Con tutta sincerità, quanto letto da alcuni 'tifosi' sembra essere più un tiro al bersaglio a priori verso l'allenatore abruzzese piuttosto che una difesa alla propria bandiera. Ma sono punti di vista

Infine, per ultimo, la maschera caduta è sicuramente quella di Antonio Floro Flores, campione con merito e autore di un campionato straordinario da subentrato al posto di Auteri, il quale anziché smorzare le tensioni nel post-gara, ha pensato anche di alimentarle nei confronti dello stesso Prosperi con le dichiarazioni in conferenza stampa. "Io non ho la cultura di regalare le partite, questo è un concetto che va cancellato. Forse lui era abituato a farlo, io no.", le parole del tecnico napoletano riportate da una testata locale, che sicuramente sono tutte da interpretare. Ma era davvero necessario dover alimentare ulteriormente un clima già caldo in una notte di festa per la sua squadra? 

Sezione: Editoriale / Data: Mar 14 aprile 2026 alle 22:30
Autore: Nando Armenante / Twitter: @NandoArm8
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