Scrivere un pensiero a freddo (il giorno dopo) sulla partita non darebbe le sensazioni giuste e quindi preferisco farlo a "caldo", nel bel mezzo dell'attesa di un amaro volo di ritorno da Palermo.

Non me l'aspettavo, o meglio, non avevo minimamente la sensazione di vedere la Cavese perdere così male a Trapani, anzi ad Erice. E no, non perché si sottovalutava l'avversario, sia chiaro, ma proprio per un mio immaginario personale. Forse sarebbe stato meglio un punteggio più ampio e meritato per la truppa di Aronica, piuttosto per il modo in cui è maturato il ko del "Provinciale". Una Cavese piatta, molle, quasi scarica e che si è arresa ad una squadra, quella siciliana, che ha fatto il minimo indispensabile per portare a casa la partita. 

Responsabilità per tutti, dall'allenatore alla squadra (tranne qualche individualità): quella che, personalmente, immaginavo come una "partita-trappola" si è dimostrata tale e ha detto che questa Cavese non è pronta per provare a salvarsi senza soffrire, ovvero quello step in avanti che avrebbe potuto fare se fosse riuscita ad uscire indenne dal sintetico di Erice. Invece ora viene rimesso tutto in gioco e, soprattutto, in discussione (attenzione, non che prima la salvezza fosse cosa fatta, ci mancherebbe): bisogna ricominciare da capo, azzerare tutto, rimboccarsi le maniche e tornare a lavorare ancora più duramente per cercare di raggiungere l'obiettivo.

Se la Cavese ha 5 punti in più rispetto al girone d'andata, ha incominciato ad accusare (pesantemente) il mal di trasferta: nelle 4 partite disputate lontano dal "Lamberti", 0 gol segnati e appena 2 punti conquistati (Latina e Giugliano) e pochissime vere opportunità creare per fare male all'avversario o recriminare "per ciò che poteva essere e non è stato". Fare punti in trasferta è fondamentale per salvarsi (vincere in casa da qui alla fine del campionato, ancora di più) e serve fare decisamente qualcosa in più nelle future uscite. Trapani rappresenta forse uno dei punti più bassi (se non il più basso) per quel che riguarda le prestazioni in campo, per ammissione dello stesso Prosperi in conferenza stampa. 

Personalmente, mi sento solo di voler archiviare questa (ennesima) trasferta amara, resettare tutto e pensare solo alla partita contro il Cerignola dell'ex Maiuri. Bisognerà essere bravi tutti, dentro e fuori dal campo, a non gettare all'aria tutto per l'ennesima delusione: oggi (e ora) è il momento di smaltire l'amarezza della partita, buttarla giù velocemente e ripartire, fortemente convinti di poter raggiungere l'obiettivo, tutti insieme. A partire già da sabato, come è stato nel derby contro la Salernitana, a spingere la squadra per cercare di rialzarsi

Sezione: Editoriale / Data: Sab 21 febbraio 2026 alle 20:15
Autore: Nando Armenante / Twitter: @NandoArm8
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