«Era una partita particolarmente difficile, contro una squadra in grande salute, finalista di Coppa Italia e profondamente rinnovata dal mercato. Il punto è importante: dà continuità, perché sono tre gare consecutive con risultato utile, e soprattutto ci restituisce una piccola consapevolezza difensiva. Abbiamo concesso davvero poco. Avevo preparato una gara di attesa, con un centrocampo più robusto, considerando anche le condizioni del campo, molto pesante. Dovevamo essere solidi. La nota meno positiva sono alcune situazioni in ripartenza non sfruttate, anche con occasioni clamorose, ma nel complesso siamo stati ordinati. Il Latina ha spinto forte all’inizio, ma non ricordo grandi parate di Boffelli nel primo tempo».

«Non do colpe agli attaccanti. Sono ragazzi puliti e seri, l’errore fa parte del calcio. Oggi non li ho messi nemmeno nelle condizioni ideali, anche se le occasioni le abbiamo create. Il campo era complicatissimo e ha penalizzato entrambe le squadre, soprattutto quelle più tecniche. Orlando, per caratteristiche, non era da questo tipo di partita. Ho fatto una valutazione fisica, forse anche rischiosa, ma Visconti ha risposto con grande sacrificio. La gara è andata più o meno come l’avevo immaginata».

«Fusco non si è praticamente allenato tutta la settimana per una botta al gomito. È rientrato solo ieri per pochi minuti. Portarlo in panchina è stato quasi un atto formale. Il nostro obiettivo resta la salvezza. La linea tra osare e scoprirsi è sottilissima. Oggi, soprattutto nell’ultima parte del secondo tempo, siamo stati presenti nella metà campo avversaria: la voglia di vincere c’è. Ma anche un punto, per chi deve salvarsi, è fieno in cascina».

«Secondo me la quota salvezza si è abbassata. Eventuali decisioni della giustizia sportiva potrebbero incidere, ma non possiamo fare calcoli. Dobbiamo solo lavorare e farci trovare tutti pronti, come è successo oggi. Questo ci dà serenità nel lavoro quotidiano».

Sezione: News / Data: Sab 07 febbraio 2026 alle 10:20
Autore: Ugo D'Amico / Twitter: @DAM_Ugo1996
vedi letture
Print