Mister, una vittoria di carattere dopo quattro sconfitte consecutive. Tre punti che riaccendono le speranze e il morale. Il suo commento?
«Era quello che avevo chiesto alla squadra, una prova di carattere. Venivamo da un periodo negativo in cui, secondo me, avevamo raccolto meno di quanto prodotto. Ho chiesto ai ragazzi di approcciare bene uno scontro diretto fondamentale, perché non avevamo più tanti jolly da giocarci. Nonostante le sconfitte eravamo ancora a ridosso delle squadre davanti, tra cui la Cavese. Il rigore sbagliato avrebbe potuto uccidere un elefante, ma siamo stati bravi a non perdere lucidità, a restare dentro la partita e a ricompattarci. L’intervallo ci ha aiutato a riordinare le idee. È stata una grande prova di carattere, ma non abbiamo fatto ancora nulla. Sabato c’è un altro scontro diretto con l’Atalanta e da qui alla fine dovremo giocare tutte le partite con questa cattiveria agonistica.»
Rispetto alle ultime uscite, quali miglioramenti ha visto e su cosa bisogna ancora lavorare?
«A gennaio abbiamo cambiato tanto. 17 innesti. Era fisiologico avere bisogno di tempo per trovare equilibrio e far capire ai ragazzi in quale realtà si trovavano. Il Trapani è una società prestigiosa e ambiziosa, non c’era tempo per aspettare. Nonostante tutto, contro Giugliano avevamo fatto una grande partita. Con Catania e Benevento il valore degli avversari era evidente. Oggi ho visto passi in avanti importanti: mentalità, compattezza, capacità di reagire dopo un episodio negativo come il rigore sbagliato. I “vecchi”, come Celeghin, Galeotti, Benedetti, Pirrello e Nicoli, sono stati bravi a guidare i nuovi. Questo è un segnale che la squadra c’è con la testa e regge la pressione.»
Ha lavorato molto sul piano mentale. Su cosa deve crescere ancora la squadra per raggiungere la salvezza?
«La cosa che saltava all’occhio era la media dei gol subiti: tre o quattro a partita. Dovevamo cambiare atteggiamento, essere più incisivi e concentrati, soprattutto sulle palle inattive. Oggi i ragazzi sono stati bravi. Dobbiamo lavorare sulla condizione fisica, perché molti dei nuovi arrivati non giocavano con continuità. Le partite ravvicinate non ci hanno permesso di lavorare come volevamo. In alcuni momenti, anche oggi, abbiamo perso brillantezza. Adesso avremo una settimana piena e lavoreremo sia individualmente che a reparti, dal punto di vista fisico e tattico.»
Sulla scelta di La Sorsa al posto di Knezovic?
«Avevamo impostato la gara sul 4-2-3-1 per arginare le corsie della Cavese. Quando è uscito Forte avevo diverse opzioni, ma Knezovic, che ritengo uno dei migliori acquisti fatti, è ancora indietro di condizione. Metterlo largo, dove serve grande tenuta fisica, sarebbe stato un azzardo. La Sorsa lavora bene in settimana, come tutti. È un gruppo coeso. Non guardo la carta d’identità: chi merita gioca. E su questa strada andiamo avanti.»
Mister, una vittoria che può rappresentare una svolta, soprattutto per l’atteggiamento visto nel finale e per l’unità del gruppo. È questo il punto di partenza per il rush finale?
«Io non ho mai perso le speranze, neanche nei momenti più difficili. Sapevamo che avremmo incontrato delle difficoltà, soprattutto dopo aver cambiato tanto. Adesso il campionato entra nella fase decisiva: mancano undici partite, la posta in palio è alta e ogni punto pesa. Oggi bisognava entrare subito nelle dinamiche della classifica, capire che non c’erano più margini di errore. Per quanto riguarda il gruppo, è sempre stato un punto fermo. L’anno scorso, quando sono rientrato, abbiamo costruito tutto partendo dagli uomini. Quest’anno lo stesso: prima i valori, poi l’aspetto tecnico.»
Nel finale si è vista una squadra compatta, aggressiva e unita nei festeggiamenti. È il segnale più forte?
«Sì, perché anche chi è rimasto ai margini - e li ringrazio per come si allenano, per l’intensità che mettono ogni giorno - era lì a festeggiare sotto la curva insieme ai titolari. Questo significa che c’è un gruppo vero. Non possiamo prescindere da questi valori se vogliamo arrivare fino alla fine e centrare l’obiettivo che ci siamo prefissati. Oggi è stata una risposta importante, ma dobbiamo continuare a lavorare e migliorarci.»
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