Partiamo da una premessa importante: non si cercano alibi, perdere a Cosenza ci sta ma perdere per partito arbitrale preso no. Mi auguro che il signor Totaro di Lecce abbia avuto una visuale migliore di tutti noi per giudicare non fallosa la trattenuta di Cannavò (già ammonito) su Sorrentino al minuto 95 che avrebbe potuto cambiare la storia della partita del "San Vito-Marulla". Non avendo più card da giocarsi (entrambe sfruttate per due episodi altrettanto dubbi), la Cavese è dovuta rimanere inerme davanti alla scelta del fischietto salentino, dovendo accettare il verdetto ma non mandando giù il giudizio arbitrale, al punto da chiudersi nel silenzio dopo il triplice fischio.
Ma a quanto serve chiudersi nel silenzio in questi casi? Sinceramente poco. Però questa è stata la posizione presa dal presidente Lamberti, al quale però sinceramente, se avessi potuto, avrei suggerito di presentarsi in prima persona in sala stampa e alzato la voce contro l'ennesimo giudizio contrario ai danni della propria squadra. Ieri era il rigore su Sorrentino (o un possibile rosso per fallo su Awua o altri due potenziali rigori tra primo e secondo tempo), qualche settimana fa è stato il gol inopinatamente annullato a Fusco contro l'Atalanta U23 che sarebbe valso il 3-2. Una serie di sfortunati eventi (mi limito a definirli così, non aggiungendo altro) che alla lunga possono anche ad incidere su quello che è il cammino verso la salvezza.
Detto questo, tornando ai 95 minuti e il verdetto del rettangolo verde, anche con il Cosenza c'è stata l'ennesima dimostrazione che questa Cavese se la gioca apertamente contro chiunque ma poi si complica maledettamente la vita da sola e finisce per rammaricarsi e rimpiangere quello che è il risultato finale. Il 2-1 finale è figlio evidente di due ingenuità che sono costate le due reti (perché se c'è una certezza, è il prendere gol al primo errore commesso) ed hanno regalato un bel Natale ai Lupi della Sila mentre gli aquilotti tornano a casa con un pugno di mosche e delle festività, almeno fino all'Epifania, da trascorrere in piena zona playout.
Se si riavvolge il nastro di queste 19 giornate, sicuramente ciò che si evince è più il quanto "regalato" agli avversari che meritato loro. Un aspetto decisamente da migliorare a partire da gennaio perché i passi falsi, all'interno della singola partita, avranno un valore quadruplicato e possono andare ad incidere nel percorso per la permanenza in C. Al netto di qualche voce insistente via social sull'operato in panchina, girare a 18 punti è sicuramente un traguardo che pochi si sarebbero immaginato dopo le prime 6 partite con appena 2 punti in classifica. Sarà fondamentale questa sosta per ricaricare le batterie per chi è praticamente arrivato esausto dopo aver tirato la carretta (Orlando e Awua su tutti) e anche per cercare di ritrovare alcuni degli infortunati (Loreto, Ubaldi e, forse, Munari).
Poi c'è il mercato: difficile vedere già il 3 gennaio con il Sorrento qualche volto nuovo, salvo colpi di scena (la sessione inizia il 2), ma in cuor mio la speranza - e qui mi ripeto - è che il presidente Lamberti tenga fede a ciò che ha dichiarato nello scorso settembre, ovvero di intervenire qualora ce ne fosse la necessità. De Liguori attende il via libera e probabilmente (speriamo) ha già un quadro della situazione delineato, naturalmente al netto anche di uscite/esuberi da fare il prima possibile per non appesantire ulteriormente il monte ingaggio.
Ci salutiamo in questo 2025 con questo augurio e già pronti a ripartire nel nuovo anno con elmetto e scudo, tutti insieme, per difendere questa categoria. Forza Cavese e buone feste a tutti i malati blufoncé.
Autore: Nando Armenante / Twitter: @NandoArm8
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