A meno di 48 ore dal fischio d’inizio di Giugliano-Cavese, derby valido per la 23ª giornata del campionato di Serie C, in programma venerdì alle 20:30 allo stadio De Cristofaro, regna ancora l’incertezza totale sulla vendita dei biglietti per il settore ospiti.

Una situazione che ha il sapore dell’ennesima barzelletta all’italiana: a meno di due giorni dalla gara tra tigrotti e aquilotti non esiste, infatti, alcuna comunicazione ufficiale in merito alle modalità di accesso dei tifosi biancoblù. Al momento la trasferta non risulta vietata, ma la vendita dei tagliandi non è stata aperta, nonostante non compaiano restrizioni neppure nelle disposizioni del CASMS, che non ha emesso alcuna nota relativa a un possibile divieto per la gara di venerdì.

Secondo alcune indiscrezioni, la Cavese sarebbe fortemente irritata per la gestione della vicenda e per il trattamento riservato alla società e alla propria tifoseria, malumore emerso anche dalle parole del presidente Alessandro Lamberti nel corso della trasmissione Mondo Blufoncé andata in onda ieri sera.
 Nel frattempo, il Giugliano ha regolarmente avviato la vendita dei biglietti per i settori riservati ai tifosi di casa, precisando però che per il settore ospiti si è ancora in attesa di disposizioni ufficiali. È probabile che la Questura di Napoli si esprima nella giornata di domani, ma anche in questo caso si arriverebbe a una decisione a sole 24 ore dalla gara, una tempistica difficilmente comprensibile e penalizzante.

Da segnalare, inoltre, come non risponda al vero la dicitura presente sul circuito ETES che parla di un presunto divieto di trasferta: allo stato attuale non esiste alcun provvedimento ufficiale in tal senso.

Una vicenda che rappresenta uno smacco non solo per la società Cavese, ma per l’intera città di Cava de’ Tirreni, privata ancora una volta della possibilità di organizzare e vivere una trasferta nel rispetto delle regole e dei tempi. L’ennesimo episodio che lascia l’amaro in bocca a una tifoseria che chiede soltanto chiarezza, rispetto e dignità.

Ai posteri, come sempre, l’ardua sentenza.

Sezione: News / Data: Mer 21 gennaio 2026 alle 21:01
Autore: La Redazione
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