«Dovrebbe arrivare a breve, tra stasera e domani mattina, l’ufficialità del divieto di trasferta per i tifosi della Cavese. Questo provvedimento sa ancora più di beffa rispetto alle volte precedenti, perché la Cavese è l’unica società in Italia a non aver avuto finora nemmeno una trasferta a disposizione per il proprio pubblico. Per questa volta ci eravamo illusi di poter vivere, dopo un anno – l’ultima trasferta risale ad Avellino, lo scorso gennaio – l’emozione del supporto anche fuori casa».

«Nella giornata odierna l’Osservatorio si è espresso adducendo come motivazione la presenza di possibili incroci pericolosi sulle autostrade: i tifosi catanesi, cosentini e cavesi avrebbero potuto dar luogo a situazioni di rischio. Mi risulta che oltre 150 tifosi cavesi avessero già acquistato il biglietto, con la possibilità di farlo fino a domani sera. Su mandato del presidente Lamberti, che ha voluto il mio intervento qui, ci opporremo presentando un ricorso immediato, non appena ci verranno fornite le motivazioni ufficiali della decisione che confermerà questo verdetto».

«È inammissibile che, a meno di 48 ore dal match, vengano stravolte decisioni già prese; ed è altrettanto inammissibile che a pagare siano sempre e solo i tifosi della Cavese. Fermare una tifoseria – o più tifoserie – significherebbe dover fermare tutti i campionati, perché il rischio di incontrarsi esiste ogni giorno, considerando che le autostrade sono aperte h24. Non posso sostituirmi alla politica locale, quindi posso parlare solo di ciò che farà la società. Abbiamo intrapreso un percorso preciso; è normale che in passato ci siano state sinergie con il Comune, ad esempio per la rimozione delle reti nel settore Distinti, e che sia stato avviato – seppur in ritardo – un tavolo di lavoro sul tema».

«Questa notizia ci coglie alla sprovvista. Non vi nascondo che era prevista un’intervista su un quotidiano proprio per celebrare il ritorno in trasferta dei supporters della Cavese. C’è grande amarezza per quanto accaduto nelle ultime ore, ma anche una forte volontà, da parte dell’avvocato Lamberti, di fare giustizia, perché riteniamo questa decisione un’ingiustizia inaccettabile. L’Italia si sviluppa in lunghezza e anche disputare trasferte al Nord non metterebbe fine ai divieti che ci stanno penalizzando. È vero che assistere a incidenti sulle autostrade è grave, ma esistono leggi precise per punire chi si rende responsabile di tali comportamenti. Privare uno sport della cornice del pubblico è quanto di più degradante e mortificante possa accadere. Se la colpa è di pochi, perché deve essere punita un’intera comunità?. Il settore ospiti dello stadio Simonetta Lamberti conta, soltanto 500 posti, anche a causa delle restrizioni vigenti. Considerando una media di 350 tifosi ospiti per gara, si tratta di circa 7.000 biglietti non venduti nell’arco della stagione che, al prezzo di 10 euro ciascuno, equivalgono a 70.000 euro di mancati incassi. Per una società che fa della sostenibilità il proprio cavallo di battaglia, è un colpo significativo».

«Questa decisione sarà sicuramente sottoposta al presidente della Lega, Marani, che tuttavia potrà fare ben poco. Dovremo affidarci al ricorso che presenteremo domani. Si sarebbe potuto programmare diversamente il calendario, facendo giocare alcune partite il mercoledì e altre il giovedì: esistono responsabilità evidenti anche in capo a chi organizza. E aggiungo: oltre al danno, c’è anche la beffa. Ci sono persone che hanno rinunciato a un giorno di lavoro o preso ferie per sostenere la squadra in trasferta.»

Sezione: News / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 21:52
Autore: La Redazione
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