In un pomeriggio misto tra sole, freddo e umidità, Cavese-Siracusa ha offerto uno spettacolo che sicuramente non ha soddisfatto le aspettative, soprattutto per i supporters blufoncé, giunti con l'intento di vedere la propria squadra vincere un primo scontro diretto importante in chiave salvezza in una delle ultime partite del girone d'andata e nell'ultima uscita casalinga del 2025. Così non è stato e l'1-1 finale ha le sembianze di un'occasione persa piuttosto che un punto guadagnato e aver mantenuto le distanze sui siciliani (al netto di quelli che poi saranno i risultati del pomeriggio) e allungato sul Picerno, ultimo in classifica.
Se c'è una cosa che abbiamo imparato dopo 18 giornate con la Cavese di Prosperi è che quando non riesci a trovare il bandolo della matassa per abbattere l'avversario che ti ritrovi di fronte, diventa importante non perdere. Un discorso che può reggere soprattutto quando giochi in trasferta (vedi Foggia, eppure...) ma che forse non riscontra totalmente i consensi quando sei davanti al proprio pubblico e con il tifo al proprio fianco (cosa che lontano dal 'Lamberti' non hai mai avuto in questa stagione). Sicuramente in tanti si sarebbero aspettati di vedere la stessa Cavese ammirata contro il Benevento, quella che - seppur sconfitta - ha dato filo da torcere per gran parte della partita ai giallorossi. Invece contro gli aretusei è arrivato un punto che serve a poco (se non per la classifica, come dice Prosperi) e fa porre diversi punti interrogativi, sia per quella che è stata la gestione degli uomini dalla scelta della formazione titolare ai ricambi (pochi) e quello che ha racconto la partita in sé.
Sia chiaro a caratteri cubitali, la mia è solo una RIFLESSIONE, non una critica. Nessuno si è cullato quando ci sono stati i 6 risultati utili di fila che hanno permesso a Prosperi e i suoi ragazzi di uscire da una situazione molto complicata e tenersi fuori dalla zona pericolo per una manciata di punti. Allo stesso tempo però vedere una squadra che, tra infortuni e squalifiche, non è mai stata al completo e in condizioni fisiche perfette rende difficile poter dire o giudicare se può dare di più di quello che sta fornendo nelle ultime settimane, dall'allenatore ai calciatori che vengono messi in campo. Uno o più esempi, nei singoli, sono Luciani e Awua, gli ultimi arrivati in ordine cronologico: due insostituibili che hanno dimostrato di aver necessariamente la possibilità di poter rifiatare anche loro perché non sempre si può arrivare lucidi e brillanti alla partita del fine settimana, soprattutto se non hai fatto una preparazione con la squadra tra luglio e agosto e hai tirato la carretta nel momento di maggiore difficoltà.
E qui vengo ai calciatori a disposizione dell'allenatore: è ormai palese che in tanti potrebbero non aver soddisfatto le esigenze tecniche e tattiche e si può già iniziare a pensare ad una potenziale lista di sbarco a partire da gennaio (Di Paola, Pelamatti e Fornito, per citarne alcuni) e sicuramente urge dover trovare la quadra già da adesso su quelli che sono gli innesti necessari per dare maggiori ricambi di qualità e di categoria a Prosperi (soprattutto nella zona nevralgica del campo). Il presidente Lamberti lo scorso settembre dichiarò che ci sarebbero stati "interventi massicci a gennaio" (dichiarazione rilasciata a Mondo Blufoncé) qualora ce ne fosse bisogno.
Siamo certi che, guardando attentamente dalla panchina ogni partita, il patron abbia fatto anche lui le sue valutazioni oggettive e preso coscienza che ci sarà bisogno urgentemente di intervenire perché la Serie C è un patrimonio che la Cavese che deve custodire e proteggere con le unghie e con i denti e per farlo serve portare a Cava calciatori che valgono la piazza e la categoria. Ma a patto che non arrivino il 2 febbraio, visto anche il calendario che si prospetta già a partire dal 3 gennaio..
Autore: Nando Armenante / Twitter: @NandoArm8
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