«La gara contro l’Avellino non lascia spazio all’amarezza, ma offre diversi spunti su cui riflettere e migliorare. È stato un confronto che ci ha ricordato quanto, in questa fase della stagione, ogni dettaglio conti e possa fare la differenza. L’attenzione, la concentrazione e la cura dei particolari saranno fondamentali da qui alla fine. La prestazione è stata positiva, ma dobbiamo imparare a essere più efficaci nei momenti chiave della partita, negli episodi che la decidono».
«La sfida con la Cavese si presenta con insidie simili, se non superiori. Affrontiamo una squadra motivata, che corre, che gioca con intensità e che punta con determinazione ai playoff. E lo faremo nel loro stadio. Per questo servirà un Catania nella sua versione migliore, pronto sotto tutti i punti di vista. Avevo già messo in guardia i ragazzi: le ultime partite di campionato devono coincidere con un momento di crescita. Solo così potremo farci trovare pronti quando ci sarà davvero da giocarsi qualcosa di importante. Le sfide con Cavese e Potenza saranno un’anticipazione concreta di ciò che ci attende, veri banchi di prova per testare la nostra maturità».
«A cominciare da Cava, dove conterà molto il livello di motivazione e l’approccio mentale. Ci troveremo probabilmente di fronte a una partita equilibrata, tra due squadre che si somigliano nel modo di stare in campo. E in quei casi fanno la differenza il coraggio, la capacità di creare occasioni e la solidità nel concedere poco. Dovremo essere lucidi e lavorare tanto soprattutto sotto il profilo mentale. Contro l' Avellino abbiamo studiato bene l’avversario, sapevamo che il cambio gioco poteva creare spazi, e su questo abbiamo costruito parte della nostra strategia. Ma l’attacco alla porta non è stato sufficientemente incisivo. Il lavoro tattico c’è, ma dobbiamo ancora aumentare la continuità».
«Per quanto riguarda Guglielmotti, speriamo di recuperarlo almeno per uno spezzone già contro la Cavese o comunque per la gara successiva contro il Potenza. In queste due settimane intensificherà il lavoro sul campo. La settimana prossima, nonostante il turno di riposo, organizzeremo un’amichevole per mantenere alta l’intensità e non perdere il ritmo partita. Conosciamo bene il valore della Cavese. Sta disputando un ottimo campionato e darà tutto per raggiungere i playoff. Ma il focus principale dev’essere su di noi, sul nostro percorso, sulla nostra crescita. Quella contro l’Avellino è stata una gara decisa da due episodi e da un eurogol, a fronte di una prestazione complessivamente buona. Ma se vogliamo chiudere il cerchio, dobbiamo pretendere ancora di più da noi stessi».
«In queste settimane abbiamo lavorato molto nei colloqui individuali e nei reparti per curare l’aspetto mentale. Ma il lavoro non è ancora completo. Perché se fosse bastato, non saremmo tornati da Avellino a mani vuote. Siamo cresciuti nelle ultime otto partite in termini di equilibrio, solidità e pericolosità, sfruttando caratteristiche diverse. Ma quel 20% che manca va trovato subito, a cominciare dalle prossime due sfide. Sul piano tattico, è vero: se mancano i ricambi sugli esterni, puoi spingere con più qualità ma perdi qualcosa in continuità. Anastasio, ad esempio, ha le doti per arrivare sul fondo e mettere buoni cross, ma deve aumentare l’intensità. Stiamo anche valutando la possibilità di un modulo più offensivo con quattro attaccanti. È un’idea che mi stimola, ma non si può improvvisare. Serve tempo e lavoro, anche se qualche test lo abbiamo già fatto nel finale con l’Avellino»
«Ogni partita può regalare consapevolezza. E se vogliamo davvero alzare l’asticella, dobbiamo spingere per colmare quel gap. La prestazione dipende anche dalla capacità di limitare l’avversario e, allo stesso tempo, di esprimersi con coraggio e personalità. Chiricò? Sono contento di rivederlo. Si è sempre comportato in modo esemplare, accettando con rispetto ogni scelta tecnica. Lo conosciamo bene: ha qualità e motivazioni, anche se ora sta giocando in una posizione diversa, più da sottopunta che da esterno puro. Dovremo prestargli grande attenzione e limitarne l’efficacia».
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