La prima è andata in archivio, con pro e contro, come sempre, ma il saldo, almeno per ora, è da ritenersi positivo.
Al ‘Vigorito’ di Benevento, per un’ora buona, la Cavese ha mantenuto il campo con personalità. Si è portata in vantaggio subito, nei primi minuti di gioco. Si è difesa con ordine, lasciando ai padroni di casa solo lo spazio per qualche cross dalle corsie esterne e i tiri dalla distanza, e ha contrattaccato con discreta continuità, almeno fino a quando ha avuto la ‘gamba’ per farlo.
Avesse capitalizzato almeno una delle tre palle-gol costruite sullo 0-1, probabilmente oggi non staremmo analizzando un risultato negativo, ma la bravura del portiere di casa Nunziante – un diciassettenne destinato a far parlare di sé nel futuro prossimo – la cattiva sorte e un po’ di imprecisione hanno impedito all’indiavolato Sorrentino – tra i più attivii in campo – di trovare il primo gol stagionale e alla Cavese di raccogliere ciò che avrebbe meritato.
Sessanta minuti, pertanto, che hanno lasciato intravedere le buone potenzialità del gruppo, capace di applicare con diligenza il 3-5-2 modellato da Di Napoli durante i giorni di preparazione.
La vera differenza tra le due squadre è venuta fuori alla distanza, quando i tecnici hanno messo mano alla panchina e dopo il bruciante uno-due piazzato dai sanniti.
Il Benevento ha mantenuto costante i suoi ritmi, non proprio altissimi a dire il vero; quelli della Cavese sono, invece, calati drasticamente. Senza Rizzo e Konate, entrambi ammoniti e richiamati in panchina per motivi precauzionali, la squadra ha perso dinamismo ed esperienza in mezzo al campo. Carenze tecniche e fisiche che hanno di fatto depotenziato pure gli innesti dei vari Badje, Diarrasouba e Vigliotti, quest’ultimo sistemato accanto a uno stremato Sorrentino nel 4-2-4 disegnato da Di Napoli, che mai hanno ricevuto palloni giocabili e che anzi hanno allungato ancora più le distanze tra i reparti, permettendo a Lamesta e compagni di andare più volte vicini alla terza segnatura, evitata solo da un paio di grandi interventi del solito Boffelli.
Il 3-1 sarebbe stata punizione troppo ampia e ingenerosa, per la Cavese vista all’opera ieri. Lontana ma non troppo dagli standard che richiede il difficile torneo di terza serie.
La gara di ieri ha detto che Di Napoli ha un discreto materiale su cui lavorare. D’altronde lo stesso tecnico ha promosso, sia alla vigilia della sfida del ‘Vigorito’ sia nel post partita, il lavoro del club e, in particolare del direttore sportivo Logiudice, e, pur sollecitato dalle domande dei giornalisti, non ha indicato lacune da colmare o reparti da migliorare.
Tuttavia più che dal mercato, che qualche sorpresa potrebbe ancora riservarla entro il 30 agosto, la Cavese potrà (e dovrà) trovare le forze e la qualità necessarie per raggiungere l’obiettivo stagionale (la salvezza) attraverso il lavoro quotidiano che – lo ricordiamo – è appena agli inizi.
Un gruppo nuovo di zecca abbisogna di tempo e di conoscenza per amalgamare tutti, trovare le giuste coordinate, anche di tipo tattico, sia collettivo che individuale, e, soprattutto, trasformare il gruppo in squadra, concetti che possono sembrare simili ma non lo sono.
Di Napoli avrà tempo e modo di trovare all’interno del gruppo le qualità che le singole partite richiederanno. A cominciare dalla prossima con il Crotone dell’ex Emilio Longo. Tecnico serio, preparato e approdato (giustamente) tra i professionisti, da qualche anno, dopo gli anni di gavetta tra i dilettanti e capace col 'piccolo' Picerno di centrare per ben due anni consecutivi il piazzamento nei play-off.
Nunzio Siani
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