Premessa d’obbligo: il termine “non derby” è voluto non per sminuire l'importante della partita ma semplicemente perché credo che un Derby (con la ‘D’ maiuscola) debba giocarsi ‘tassativamente’ con le due tifoserie. Senza una delle due, si limita semplicemente ad un normale turno di campionato dove il clima è sentito solo dalla parte di chi gioca in casa ed è presente al proprio posto nel settore ed è lì a sostenere la propria squadra per 90/100 minuti. La partita di ieri è stata una sconfitta per tutti, in particolare a chi ha deciso di privare i tifosi della Cavese di partecipare a quello che poteva essere uno spettacolo unico: un plauso al solo cuore aquilotto presente nel settore ospiti (poi spostato da lì per motivi poco chiari), oltre alla rappresentanza ‘in incognito’ sparsa nei vari settori dello stadio.
La partita tra Cavese e Salernitana è stato un concentrato di emozioni che, purtroppo, alla fine non ha premiato gli aquilotti, condannati (al solito) dagli episodi e da alcune letture non impeccabili in una difesa guidata alla perfezione per almeno un’ora dall’intramontabile Thiago Cionek. Il risultato dice 3-2: uno spot per il campionato, viste le tante reti segnate, ribaltamenti e colpi di scena, vissuti soprattutto nei primi 25 minuti della ripresa, quelli che hanno deciso l’esito finale. Peccato che ci a rimanerci male alla fine siamo noi con la fede biancoblù.
Prosperi merita applausi per l’atteggiamento avuto nell’affrontare questa partita: Nunziata titolare (classe 2007) al posto di Loreto, poi gli stessi di Monopoli, tra chi ha reso in egual misura e chi meno rispetto al “Veneziani”. Ciò che è venuto meno probabilmente è stato solo nel momento in cui bisognava risistemarsi in alcune zone del campo al momento delle sostituzioni fatte da Raffaele, risultate poi decisive nel momento in cui si va a leggere quando sono state effettuate (53’ e 68’) e quando sono arrivate le reti realizzate dai granata (55’ e 69’). Due momenti fatali che hanno condannato gli aquilotti, nonostante tutto mai domi e bravi anche a riprenderla nuovamente con Macchi, credendo nella possibilità di uscire indenni dall’Arechi, invece rimasta solo una breve illusione durata appena 5 minuti.
Tatticamente la Cavese ha tenuto testa bene ad un avversario di caratura fisica e tecnica decisamente superiore, non per caso capolista di questo girone che vede una concorrenza perdere punti contro squadre inferiori di livello (cosa che invece agli uomini di Raffaele non accade) rispetto a quanto dice la composizione delle rose.
Ciò che lascia questa sfida è sicuramente la consapevolezza di aver fatto dei passi in avanti sul piano atletico e di squadra, portando avanti l’idea di calcio di Prosperi (tutt’altro che difensiva). In particolare una menzione per Orlando e Awua, ultimi arrivati all’interno di questo gruppo che stanno salendo di tono e il loro apporto in campo è decisamente notevole (un assist a testa). Scocco una freccia anche in favore di Sorrentino, calciatore che nella testa di tutti ormai pareva perso ma che nelle ultime due partite ha ritrovato il gol e sembra tornato quello di inizio stagione precedente. L’occasione mancata (non facile, rivedendola) dello 0-2 rischia di rimanere impressa per tempo nella testa del numero 7 (e non solo), ma sono abbastanza convinto che non andrà ad incidere mentalmente sul rendimento futuro. O almeno me lo auguro..
8 giornate, 5 punti. Questo dice lo score quando è iniziato ottobre: dopo la Salernitana, sono attesi i match, nell’ordine, con Trapani, Cerignola, Crotone e Picerno. 4 sfide (due in casa e due fuori) dove gli aquilotti sono chiamati a fare punti per non insabbiarsi lì in fondo alla classifica: la sconfitta dell’Arechi deve essere un punto di ripartenza perché questa Cavese ha dimostrato di non essere inferiore a nessun avversario. Serve però essere maggiormente concreti e cercare di raccogliere di più rispetto a quanto meritato fin qui.
Autore: Nando Armenante / Twitter: @NandoArm8
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