C'è poco da dire e da girarci intorno: la Cavese ha fallito la grande occasione. Non per l'avversario e la situazione di classifica, i ragazzi di Maiuri fanno un deciso passo indietro rispetto su tanti aspetti e portano a casa un pareggio che sa di sconfitta contro il Messina terzultimo (o ultimo, se preferite) che ha giocato con più fame e voglia di fare risultato.
Lo dicevo sabato, lo ribadisco oggi: doveva essere una prova del 9 dopo aver superato l'esame della rimonta contro il Potenza ma la prova è stata fallita. Il che è un vero peccato perché l'inizio del secondo tempo aveva fatto esaltare un po' tutti: dopo un primo tempo tra i brutti (senza giri di parole) visti sotto la gestione Maiuri, i primi 12 minuti della ripresa con 3 gol e il cambio di marcia avuto sembrava proiettare la partita su un binario ben incanalato e dove nessuno si sarebbe immaginato ciò che poi è accaduto nell'arco di due minuti, subito dopo la terza rete di Sannipoli. E invece, aver preso due gol nel modo in cui Luciani lo ha fatto (regalandosi una notte con un pallone portato a casa), è veramente inspiegabile e forse anche lo stesso Maiuri una spiegazione non riuscirà a darsela facilmente.
Lo stesso tecnico aveva detto che doveva essere una partita spartiacque per il campionato della Cavese ma così non è stato alla fine. La rabbia e lo sfogo dell'allenatore al termine del match contro i siciliani deve risuonare forte nella testa dei calciatori (e, in generale, di chi pensava che il compito fosse finito, tifosi inclusi): la Cavese deve certificare ancora matematicamente la permanenza nella prossima Serie C e perdere punti per strada come quelli contro il Messina (e come accaduto con il Picerno e l’Altamura) sono sanguinosi e macchiano un percorso molto positivo in questa stagione. Questi passi falsi impediscono di pensare anche a qualcosa di più ambizioso, quindi bisogna rimanerere tutti concentrati sull'obiettivo principale e sono vietate distrazioni di ogni tipo. Ps. Sgomberiamo subito il campo da ogni possibile ipotesi di altre tipologie di pensieri: può succedere una partita di questo genere nel corso di un campionato, c'è solo tanto rammarico per come è avvenuta.
Della partita, da salvare c'è ancora Peppe Fella: si alza dalla panchina, scarica un destro che si insacca grazie anche alla complicità di Meli e regala un 2-1 insperato per come si stava mettendo la partita all'intervallo, siglando il nono gol stagionale. Bene anche Sannipoli, giunto anche il suo terzo centro e il primo timbro di Chiricò (nonostante il rigore inizialmente fallito) è una iniezione di fiducia importante per il calciatore che sarà sicuro protagonista del finale di stagione. Infine, in termini di statistiche, arriva il quinto risultato utile consecutivo con 9 punti conquistati ma potevano esserne molti di più, appunto. Per il resto c'è poco da commentare: bisogna solo cancellare questa brutta prova, ributtarsi sotto a lavorare e preparare al meglio la difficile trasferta di Foggia, altro esame importante per la Cavese. Maiuri dovrà subito rimettere in riga tutti e cercare di ripartire, uniti verso l'obiettivo (fin quando la matematica non lo certificherà).
Nota finale: permettetemi di spendere due parole sul Messina. Una squadra venuta a Cava de' Tirreni sapendo di perdere altri tre punti in classifica per via dell'esclusione della Turris, quasi una condanna definitiva a playout certi, dal momento che sono 13 i punti totali persi aggiungendo l'estromissione del Taranto (6) e la penalità (4). Banchieri in conferenza stampa ha parlato anche di una situazione logistica e di spogliatoio difficile visto che la squadra non aveva neanche le magliette di ricambio nel corso della partita, oltre ad una situazione tra squalifiche e infortuni complicata. Eppure i giallorossi se la sono giocata a viso aperto e hanno reso orgogliosi i cinquanta tifosi che si sono sobbarcati 800km in infrasettimanale, nonostante tutto, prendendosi un punto più che meritato. Il mio plauso personale alla squadra peloritana che non merita di vivere questa situazione e l'appello del tecnico alle Istituzioni deve risuonare forte e chiaro: dopo gli episodi di Taranto e Turris, Messina merita di avere un destino diverso.
Autore: Nando Armenante / Twitter: @NandoArm8
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