«Con i ragazzi parlo sempre in modo diretto, con tranquillità e serenità, indipendentemente dal risultato. In settimana avevamo affrontato un tema preciso: eravamo l’unica squadra in lotta per la promozione, nei tre gironi, a non aver ancora vinto una partita dopo l’80’. Durante un campionato capitano gare equilibrate, che non riesci a sbloccare subito o a portare dalla tua parte per diversi motivi: la bravura dell’avversario, una parata, una scelta non fatta nel modo migliore. Questa volta ci abbiamo creduto fino alla fine e questo rappresenta un passaggio importante del nostro percorso, soprattutto nel girone di ritorno, dove i punti pesano di più e l’equilibrio aumenta».

«Crederci sempre è fondamentale. Contro la Cavese lo abbiamo fatto e nell’azione del gol di Caturano Bruzzaniti è stato bravo ad aspettare il momento giusto per mettere la palla in area: è un dettaglio che in altre occasioni ci era mancato. Il primo gol di Caturano in maglia rossazzurra ha fatto gioire tutti. Lo abbiamo abbracciato sapendo quanto un attaccante possa soffrire quando non segna. In passato è stato anche sfortunato, ma ero convinto che prima o poi Sasà sarebbe entrato nel tabellino. Sono contento per lui e per la squadra, ora pensiamo subito alla prossima partita».

«Ho visto bene tutti, anche chi è subentrato nella ripresa. Crederci fino alla fine dipende molto anche da chi entra e oggi lo hanno fatto in maniera determinante. Nel secondo tempo abbiamo scelto di inserire diversi giocatori offensivi perché la partita lo permetteva. In questo senso voglio fare i complimenti anche allo staff, che è stato attento e lucido. Contro la Cavese c’erano le condizioni per abbassare Jimenez a centrocampo e dare respiro a Donnarumma con Lunetta, schierando tre punte davanti. Avevo già in mente la staffetta Forte-Rolfini. Ciccio ha lottato, si è fatto trovare pronto in diverse situazioni. Rolfini è entrato con la testa giusta, sfruttando anche la stanchezza dei difensori avversari, ed è stato determinante come già accaduto a Foggia e Potenza. Finora è stato sfortunato, ma sono sicuro che arriverà anche il suo gol».

«Avevamo costruito il centrocampo con Aloi, ma stiamo reggendo l’urto anche in sua assenza. Non so cosa ci offrirà il mercato, perché tempi e modalità non dipendono da noi, ma le idee sono chiare: cerchiamo un elemento solo se può alzare il livello di un gruppo che merita grande rispetto per quello che sta facendo in mezzo a tante difficoltà. Riempire l’area non è solo una questione di numeri, ma di tempi e scelte. Bisogna aspettare il momento giusto e mettere la palla nello spazio corretto. A volte c’è troppa frenesia nell’accelerare la giocata, mentre oggi ho visto diverse situazioni fatte bene».

«Sul clean sheet va fatto un distinguo: ci sono partite in cui il portiere è chiamato a tanti interventi e altre in cui la squadra concede poco o nulla. Questa squadra dà la sensazione di concedere poche occasioni agli avversari. Dobbiamo trovare i giusti equilibri per essere più determinanti in fase offensiva, migliorando alcune scelte: stiamo lavorando anche su questo. Quaini ha fatto una grande partita. Spesso l’ho sostituito in passato per le ammonizioni, oggi invece non è stato ammonito ed è un segnale di crescita. Ne avevamo parlato, perché il rischio di una defezione per squalifica è sempre dietro l’angolo. Deve migliorare ancora nella gestione dei contrasti e nel rapporto con l’arbitro, ma oggi ha dimostrato maturità».

Sezione: News / Data: Dom 11 gennaio 2026 alle 23:42
Autore: Ugo D'Amico / Twitter: @DAM_Ugo1996
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