La Cavese continua a vincere e convincere, e tra i suoi uomini chiave c'è senza dubbio il numero 4 Domenico Aliperta. Il mediano di origini napoletane, alla sua seconda esperienza con la maglia blufoncè, è diventato uno dei leader dello spogliatoio e si sta riscoprendo anche in zona gol.
I metelliani sono al comando del girone H di Serie D. Nell'ultimo turno hanno battuto il Casarano 2-1, consolidando la vetta della classifica contro un avversario di alto livello. Tra le colonne portanti della squadra c'è il mediano numero 4 Domenico Aliperta. L'intervista è raccolta in esclusiva dai colleghi di TuttoCavese.
Chi è Aliperta?
Domenico è arrivato alla Cavese nel dicembre 2021. Questa è la sua seconda esperienza in quel di Cava de' Tirreni, dove ha già giocato per sei mesi nel 2015. Il mancino nato a Napoli ha già collezionato quattordici presenze stagionali, condite da tre gol e tre assist.
Vittoria importante contro il Casarano, che vi permette di mantenere il primato.
«La partita di ieri (domenica 4 dicembre, ndr) è stata molto difficile, contro un avversario di ottimo livello. Tuttavia, abbiamo sfoderato una grande prestazione, una delle migliori tra le mura amiche quest'anno. I nostri avversari hanno come noi l'obiettivo di vincere il campionato, dispongono di una rosa forte e ampia in tutte le zone del campo e ci hanno fatto soffrire fino all'ultimo. Perciò la vittoria di ieri risulta ancora più pesante e importante».
Il campionato scorso vi è sfuggito per poco, c'è la voglia di rivalsa tra le motivazioni di questo inizio di stagione?
«Non saprei se definirla così. Ogni anno ha una storia a sé, in particolare questo in cui abbiamo una rosa e un girone diversi rispetto alla passata stagione. Sicuramente il secondo posto dell'anno scorso ci ha lasciato con l'amaro in bocca, e questo già dal ritiro ci ha dato una voglia in più da trasmettere anche ai nuovi arrivati. Nonostante ciò il campionato scorso fa parte del passato, siamo concentrati su questa stagione e abbiamo grande voglia di vincere».
Le piace il soprannome "il Sindaco"? Da dove nasce questo appellativo?
«Personalmente per quanto riguarda i soprannomi credo che, purché non siano dispregiativi, non serva pensare troppo se piacciono o meno. Questo appellativo mi è stato dato a Messina e mi sta bene mantenerlo anche qui».
Lei aveva già vestito la maglia della Cavese nella stagione 2015-2016. C'è qualcosa che non ha funzionato in quei sei mesi?
«Ai tempi avevo una maturità ed un'esperienza all'interno della categoria sicuramente inferiori rispetto a quelle attuali. Inoltre, avevo davanti a me dei giocatori molto importanti e di livello ed è stato quindi difficile trovare continuità nell'arco della stagione. Per questo ho ritenuto opportuno cambiare casacca a dicembre, rimanendo comunque molto legato alla piazza. Infatti, appena ne ho avuto l'occasione non ho esitato a tornare qui».
In questo ritorno ha avuto anche l'onore della fascia di capitano...
«Esatto. Mi era già capitato nel corso della mia carriera di indossare la fascia e ne comprendo l'onore e la responsabilità. Nonostante ciò so anche che la fascia è del nostro capitano Errico Altobello. Io mi dedico a dispensare consigli, come facciamo tutti noi esperti che cerchiamo di aiutare i compagni più giovani».
Dopo i vari spostamenti degli ultimi anni, sente di aver trovato la propria dimensione ideale qui alla Cavese?
«Qui sono nel pieno della mia maturità calcistica. Ora riesco a cogliere molti più dettagli durante le partite, che poi possono fare la differenza. La cosa che più mi affascina di questa piazza è il sostegno del pubblico. Hanno una passione enorme per questi colori e questo mi fa sentire vivo. Questo enorme calore mi lega molto alla Cavese ed è ciò che più amo nel mio lavoro».
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