Day-after di Cavese-Martina. Siamo tutti un po’ giù di morale oggi, persino il meteo sembra dispiaciuto per la disfatta degli aquilotti. Una sconfitta che davvero nessuno si aspettava, eppure sapevamo che non sarebbe stata una passeggiata di salute.

Il dispiacere più grande è stato senz’altro quello di vedere uno stadio finalmente pieno, grondante di spettatori, tradito così. I numeri di ieri parlano chiaro: una cifra molto vicina ai 4000 partecipanti, roba che a Cava non si vedeva da tempo.

Sarà stata forse proprio questa pressione ad aver inciso sulla squadra? Una maledizione che ci portiamo avanti da tempo, un’equazione irrazionale, stadio pieno= pessime prestazioni? O magari i pensieri erano rivolti all’altro big match di giornata, Nardò-Brindisi?

Fatto sta che tutti coloro che sono scesi in campo ieri hanno peccato principalmente nell’atteggiamento: queste cose non ce le aspettiamo da chi viaggia al primo posto praticamente da ottobre.

Veniamo, in ogni caso, al dunque: domenica prossima ci sarà proprio il Brindisi, al Fanuzzi. Partita dal triplice esito, con tripla destinazione finale: discesa agli inferi, in caso di sconfitta; purgatorio e quindi rimando all’ultima giornata in caso di pareggio; porte del paradiso aperte, invece, se dovesse essere vittoria…

L’affermazione dei cervi su un terreno difficile come quello di Nardò di certo non lascia gli animi in pace, ma ai cuori affranti, posso dire solo una cosa: la squadra, nei campi più difficili, nei periodi neri di questo infinito campionato, ha sempre saputo cacciare il meglio, vedi Barletta e Altamura dopo la sconfitta a Nocera, vedi Casarano, Matera e tante altre ancora… non perdiamo la fiducia nei nostri calciatori! 

Un grande, gradissimo applauso, invece, ai veri vincitori di questa domenica: la Curva Sud Catello Mari, esibitasi in una coreografia da brividi, non ha smesso di incitare gli aquilotti dal primo all’ultimo minuto e persino dopo la sconfitta hanno saputo caricare la squadra, accompagnandola negli spogliatoi fra applausi e cori, in vista della prossima e decisiva sfida. Imparassero da loro, sotto questo punto di vista, tutti quelli che hanno fischiato al termine dei 90 minuti, fortunatamente una minoranza che poco ha a che fare con il vero tifo.

Sezione: Editoriale / Data: Lun 24 aprile 2023 alle 16:13
Autore: Manuel Senatore
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